David uno Spaventa Virus

Spaventa i Virus? David

L’artista Luisa Rota Sperti rivela la formula segreta per la costruzione di uno SpaventaVirus, riciclare oggetti trovati per casa (per caso?) e decidere un nome (una dedica).

Spaventa i virus, David (ha un occhio verde e uno azzurro come David Bowie…)

Ho chiesto all’artista e amica Luisa Rota Sperti, vera specialista nella costruzione di spavetapasseri, di lanciare, date le circostanze, nella sua produzione di manufatti, una linea di Spaventi dedicata al nostro virus quotidiano.

Si è messa all’opera e nel giro di pochi giorni ho ricevuto tre fogli strappati da un quadernone, scritti a matita (Luisa non ha il computer), una macchina fotografica digitale (da cui scaricare le foto per questo articolo), due faldoni con tutti i materiali riguardanti vita e morte dei suoi spaventapasseri (se dovesse servire), e David.

David è un piccolo SpaventaVirus di cui parla l’Appunto n°3 – Costruzione II, di seguito riporto la storia della sua nascita e subito dopo le istruzioni perché ciascuno possa costruire il proprio Spaventa.

È importante che sia fatto di oggetti della vita quotidiana, perché proprio in quella, oggi, siamo stati più messi in crisi e proprio grazie alla scoperta dello straordinario, nelle cose più comuni, riusciremo a superare questo momento.

Altrettanto importante è la scelta di un nome. Durante una lezione di drammaturgia con Carolina de la Calle Casanova, ci disse che in un momento di crisi da palcoscenico, l’attore comico Paolo Rossi, le diede un consiglio indimenticabile: “dedica la tua opera a qualcuno di importante per te”, e lo spettacolo ebbe inizio con una forza nuova.

Scegli con cura il nome, dedica il tuo lavoro a qualcuno di importante.

Ecco David.

Costruzione

di Luisa Rota Sperti

Da trovare, per cominciare, il bastoncino centrale. Bacchetta della bandiera Tibetana: perfetta.

Tutti gli oggetti per costruire

Come braccini: pennelli cinesi, e, per tenerli insieme, un vecchio righello va bene.

Un righello per le braccia cinesi

Per la vita, a sostener braghette o sottane un qualsiasi bacchetto è adatto.

Scotch da elettricista meglio marrone

La scatolina del tè per la testina da chiudere alla fine, con veli e treccioline. (Dalla mamma possiam farci dare una collana… la spaventina, ora è una vera dama).

Serve cantare una filastrocca di magia, quando si inizia e bisogna farlo ballare per mandarli via… ma in mancanza di quello: un campanello.

Un campanello

Faccia: bottoni e perline con ganci di lampo rotte come sopracciglia.

Bottoni e treccioline

Capelli di rafia di vaso di fiori, treccia di filo di lana e maniglia sacchetto.

Taglia, cuci, incolla

Si buca, si cuce, si incolla.

Una scatolina del té per testa

Abbigliamento: vecchia camicetta estiva – guanto lana nepalese spaiato – come gonna bandana – come scialle foulard fuori moda poi nastrini a iosa…

Incollare la testa dello Spaventa Virus
Costruzione dello SpaventaVirus ultimi passaggi

Scotch: per elettricisti nero, meglio marrone anche.

Luisa Rotasperti danza sulla porta di casa con David lo SpaventaVirus
Luisa Rota Sperti, sulla porta di casa, presenta David al mondo

Ed ora tocca a te

Non serve il denaro e poi i bottegai in questo momento hanno un mucchio di guai.

Bisogna cercare in solaio, in giardino, in cantina, ma soprattutto nelle nostre case piene piene di cose.

Oggettini abbandonati in fondo ai cassetti ormai dimenticati: palline, rotelle e cestini e bastoncini, un fiore finto e posate di legno, bottoncini; pezzetti di giochi rotti, c’è tanta plastica qua dentro, lo sappiamo, ma non ci sarà più nel futuro che desideriamo…

Poi gomitoli e vestitini…e alla fine del buon vecchio spago, si usava un tempo per tenere, bene bene, insieme; nastri e nastrini colorati sono egualmente appropriati.

Così scegliamo e assembliamo gli oggettini creando tanti bei corpicini che vestiremo con estrema cura, come fossero i nostri fratellini.

Braccine lunghe per tener lontano, ampie vestine, fluttuanti e colorate, da far ballare e forse lo cacciate (riferito al virus NdT)

Non c’è bisogno d’avere due gambette, è sufficiente un lungo bastoncino da agitargli (sempre al virus, NdT) vicino, vicino.

Qualcuno l’ha già preparato

Dopo aver pubblicato il primo episodio della storia di Bu, uno spaventapasseri che decide di salvare il mondo diventando uno SpaventaVirus, che puoi trovare in questo blog e nel blog della casa editrice la Meridiana, mi sono arrivate foto di due persone che, precorrendo i tempi, si sono dedicate a questa attività.

Elvira Zaccagnino, direttrice della casa editrice La Meridiana mi ha girato queste foto.

Etichetta attaccata dietro la testa del primo spaventavirus italiano
Il primo spaventaviurs italiano

Qualche giorno dopo ricevo da un’insegnante con la quale avrei dovuto collaborare per un laboratorio teatrale presso il CIPA di Lecco, la foto della creatura prodotta da sua nipote

Ecco il secondo genito
Spaventa Virus con amore

Bene, ora in attesa del vaccino, non resta che riempire giardini, balconi e finestre di manufatti SpaventaVirus, e vedrete che ce la faremo.

(Se hai voglia, una volta pronto, inviami la foto del tuo SpaventaVirus, da condividere con gli altri artigiani, oppure pubblicala sui social media con hastag #spaventavirus)

Per chi vuole scoprire anche gli altri appunti che ho ricevuto da Luisa, può scaricarli qui:

Per tutte le altre informazioni sull’autrice e sulle sue sue opere (sfumature di matita da meraviglia) rimando al sito e alla pagina fb dedicate.

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